dal sito di Venezia Unica
Il giorno 24 giu 2026, alle ore 16:05, Commissione8 <commissione8@senato.it> ha scritto:Con la presente rinnoviamo la richiesta di un contributo scritto sui disegni di legge nn. 1837 e 143 (Isole minori), pregandoVi di far pervenire il suddetto contributo in tempo utile, considerato che la scadenza per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è fissata per il prossimo mercoledì 1° luglio, alle ore 12.Cordiali saluti.
Segreteria 8a Commissione
Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica
Rispondo al Vostro invito ad offrire un contributo sul disegno di legge as n.1837 (isole minori) e, anche in qualità di presidente dell’associazione VeneziaCambia, dichiaro il mio nulla osta alla pubblicazione del testo sottoriportato sul sito del Senato.
VeneziaCambia è una associazione veneziana di cultura politica e dunque offre il suo punto di vista necessariamente solo parziale avendo ben presente la realtà veneziana ma non altrettanto la complessità delle reali “isole minori”. Ci siamo occupati del disegno di legge AS 1837 nella nostra ultima newsletter settimanale di domenica 21 c.m – in termini in realtà leggermente satirici – che ad ogni buon conto riporto qui di seguito:1837. È il numero del disegno di legge del ministro Calderoli a sostegno dello “sviluppo” delle isole minori, marine, lagunari e lacustri. Quanto al Veneto, esso riguarda specificatamente le isole del Lago di Garda e numerose isole (non tutte però) della Laguna di Venezia: Lido e Pellestrina, Murano, Burano, Mazzorbo e Mazzorbetto, Torcello e San Francesco del Deserto, Vignole e Sant’Erasmo, San Lazzaro degli Armeni, San Clemente e pure San Giorgio e San Michele, in quest’ultima risiede effettivamente la maggior parte dei veneziani. Sorprende tuttavia l’iniziativa del ministro per gli affari regionali e le autonomie in una materia di competenza legislativa concorrente, come se la Regione Veneto – di lunga amministrazione leghista – non sapesse badare alle sue isolette, comprese le tre sue disabitate isole nel Lago di Garda. Ignorate invece dal disegno di legge le isole del Delta del Po, ben collegate peraltro con il continente. Ovviamente, la preoccupazione, a Roma, è quella di badare allo “sviluppo” di queste isole, senza neppure ammantare l’obiettivo usando il termine “valorizzazione dei beni ambientali e culturali” di cui all’art. 117 della Costituzione. Chissà cosa ne pensano i giovani amministratorineoeletti, il Presidente della Regione e il Sindaco di Venezia!Ci pareva opportuno cioè evidenziare la sorprendente invasione di campo nelle competenze locali aggiungendo ben poco da parte statale di rimedio agli evidenti disagi che un’isola realmente “minore” può soffrire. Ad esempio, poteva piuttosto essere significativa un norma intesa limitare le tariffe differenziate (più elevate) per località di minore accessibilità praticate da operatori privati del servizio postale.Quanto a Venezia, nulla impedisce a legislazione invariata interventi per le sue isole, ma si lamenta piuttosto una assai distratta applicazione della legislazione speciale per Venezia, certamente non surrogabile con banali contributi a talune sue cosiddette “isole minori”, compresa quella di S. Michele destinata ad ospitare i veneziani defunti.Si osserva infine che il testo del disegno di legge è privo di disposizioni specifiche per regolare la trasparenza e la valutazione dell’efficacia della legge nel tempo, tanto più opportune in ragione della complessità dei soggetti chiamati ad intervenire (stato, regioni, comuni) e delle possibili linee operative.Con distinti salutiMarco Zanetti – presidente associazione VeneziaCambia
Contributo di VeneziaCambia al Disegno di Legge sulle isole minori
